CORRIERE DELLA SERA. 23 November 2013
L’armonia di Gesualdo e la magia dei Madrigali
di Paolo Isotta
Il tricenteneario della morte del gigante della polifonia, Carlo Gesualdo, è variamente celebrato. A  Milano, in modo eccezionale: e per ciò dobbiamo esprimere tutta la gratitudine a Giovanni Iudica, presidente dell’Accademia di Musica Antica (A.M.A.MI). Questo grande giurista, professore di Diritto Civile alla Bocconi, è anche un fine musicologo, come dimostrano i suoi libri, uno dei quali è Il principe dei Musici, appunto a Gesualdo dedicato. Egli è riuscito a reperire, di questi tempi, i fondi necessari, e ha dato vita a un Festival Gesualdo del quale al mondo non v’è pari. Esso s’è inaugurato lunedì in un luogo del tutto magico, il refettorio del Convento di San Vittore, al quale si accede dopo esser passati per i due giganteschi chiostri: cosa da mozzare il fiato. Attualmente v’è allogato il Museo della Scienza. La sala è stupendamente affrescata e ha l’acustica giusta per un’esecuzione di polifonia solistica, non a grande coro, ch’è quella della musica di Gesualdo. Cinquecento persone sono rimaste fuori essendosi i posti esauriti. Il concerto era concepito proponendo Madrigali su notissimi testi poetici e musicati da più Maestri. Accanto a Gesualdo v’erano dunque i sommi Arcadelt e Marenzio e i bravi Montella e Salomone Rossi Ebreo; infine Monteverdi, il quale dal confronto con Gesualdo esce schiacciato: egli è già barocco, Gesualdo è l’erede della somma polifonia rinascimentale e vi aggiunge armonie che solo lui possiede. L’esecuzione de I Solisti del madrigale diretti da Giovanni Acciai è stata tale da far scendere dal Paradiso Dio e tutti i Santi: al mondo non hanno rivali ed è meraviglioso che siano italiani a detenere la primazia nel ramo. Anche di altissima qualità l’esecuzione di martedì del complesso solistico De labyrintho diretto da Walter Testolin. Questo concerto si è svolto invece nel Museo Diocesano. Madrigali e Mottetti facenti parte dei Responsori della Settimana Santa, lancinante immagine del dolore sono stati connessi da un bellissimo testo del musicologo Sandro Cappelletto che lo ha con perizia consuamata pronunciato. Alla fine è stato rievocato il Maestro Taverner, scompartso meno di una settimana fa.
 
AMADEUS - n. 304, March 2015
Milano: Acciai e il Vespro di Bassani
Riunire le competenze necessarie per la riscoperta e la valorizzazione del patrimonio musicale italiano dei secoli XVI-XVII attraverso la ricerca delle fonti, l'edizioni, la pubblicazione, le incisioni e le esecuzioni: questi gli scopi dell'Accademia di Musica Antica, istituzione che inaugurerà le sue attività il 21 marzo, Giornata europea della musica antica con la prima esecuzione in tempi moderni, alla Sala delle Colonne del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia, del Vespro della Beata Vergine tratto dalla raccolta Armonici entusiasmi di Davide, ovvero Salmi concertati a quattro voci con violini e suoi ripieni, Opera nona, del compositore padovano Giovanni Battista Bassani, esponente del cosiddetto «primo Barocco» e ideale punto di incontro musicale tra Monteverdi e Pergolesi. Il brano, integralmente trascritto In edizione moderna da Giovanni Acciai, verrà da lui diretto ed eseguito dal Collegium vocale et instrumentale «Nova Ars Cantandi».
 
CLASSIC VOICE - n. 190, March 2015
A.M.A.M.I. Antica
La neonata Accademia si propone di sistemare, registrare ed eseguire dal vivo rarità dei secoli Cinque e Seicento. Debutto nella giornata europea del Barocco. Riscoprire e rivalutare un patrimonio musicale come quello dei secoli XVI e XVII, spesso ignorato o trascurato da molte istituzioni. E' ciò che si prefigge la neonata Accademia Antica di Milano (A.M.A.M.I.) presentando il 21 marzo, giornata europea celebrativa del genere che porta nel nome, il concerto del Collegium Vocale et Instrumentale Nova Ars Cantandi diretto da Giovanni Acciai, tra i fondatori dell'Accademia e membro del suo comitato artistico.
Quali sono le particolarità dell'Accademia Musica Antica di Milano?
L'Accademia nasce innanzitutto per cercare di colmare la mancata valorizzazione di un patrimonio musicale sconfinato di partiture tra XVI e XVII secolo, un enorme giacimento culturale.
Ora si tratta di coniugare tutti gli aspetti della valorizzazione di questo tesoro musicale con la riscoperta delle partiture di quel periodo, realizzandone poi la sua edizione moderna, la relativa pubblicazione, la sua registrazione audio e, in contemporanea, la sua esecuzione in concerto.
Nel vostro raggio d'azione, perché non includere la musica medievale?
Andare indietro nel tempo, comprendendo magari anche la musica medievale, avrebbe significato allargare di molto la forbice rischiando perciò di ridurne la scientificità. Meglio dunque concentrarsi in un ambito ristretto, ma di altissima specializzazione, per ottenere un'elevata tensione musicologica.
In realtà, si pensa di conoscere molto della musica del Seicento Italiano, ma non è proprio così...e con l'attività dell'Accademia credo che questo sarà presto molto evidente!
Quali riscoperte si attendono?
C'è un intero repertorio da riscoprire che è quello elgato ai compositori dell'area lombardo emiliano veneta, dal sommo  Giovanni battista Bassari a Giovanni Legrenzi, da Giacomo Antonio Perti a Giovanni Paolo Colonna. Si tratta di nomi noti per la loro presenza Storia della Musica, ma pochissimo editi ed ancor meno eseguiti.
Sono previste attività didattiche?
Aiutare i giovani musicisti è uno degli obbiettivi dell'Accademia presieduta da Giovanni Ludica. Troveremo i mezzi per farli lavorare e per incentivarli con programmi di ricerca. Per questo organizzeremo convegni, lezioni-concerto, conferenze e studi musicologici. Per il momento le sedi esecutive, dove poter svolgere le nostre attività, saranno le location dei nostri partner, la Giuventù musicale d'Italia e il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia di Milano dove, alla Sala delle Colonne, apriremo, con ingresso libero, la prima stagione concertistica, che preseguirà poi in autunno con complessi ospiti.
Per questo appuntamento iniziale si è scelto lo spendido Vespro della Beata Vergine, tratto dalla raccolta Armonici entusiami di Davide, ovvero salmi concertati a quattro voci con violini e suoi ripieni del padovano Giovanni Battista Bassani. Opera di cui presenteremo, la sera stessa, anche il cd.
Come si finanzierà l'Accademia?
Vivrà massimamente grazie all'aiuto di personalità della finanza, della cultura e del management di una Milano che sembra saper ancora investire nella musica colta. Persone che, una volta presentato questo progetto, lo hanno sposato in pieno. E forse proprio l'acronimo AmaMi della nostra Accademia Musicale Antica Milano ha aiutato da subito a farci ben volere.

A.G.
 
LA REPUBBLICA. 20 March 2015
A.M.A.Mi, L'Accademia di Acciai si presenta.
Sabato 21 al Museo della Scienza e della Tecnologia il varo ufficiale con l'esecuzione dl pagine di Bassani
di Luigi Di Fronzo
II 21 marzo non è soltanto il primo, sospirato e sorridente giorno di primavera. Più di tre secoli fa, in un piccolo borgo della Turingia tedesca, vi nacque il genio di Bach e da qualche stagione (non a caso) la data è stata scelta per celebrare la Giornata Europea della Musica antica. Quest'anno però il 21 marzo vede anche il battesimo di un nuovo soggetto, con un acrostico dal suono carezzevole e affettuoso: A.M.A.MI., ovvero Accademia di Musica Antica di Milano, che per l'appunto da sabato 21 inizia la sua attività in collaborazione con il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia e con la Gioventù Musicale. il varo ufficiale corre fluente sulle note di un Vespro della Beata Vergine, tratto dalla raccolta degli Armonici entusiasmi di Davide, ovvero salmi concertati a quattro voci con violini e suoi ripieni stampati a Venezia nel 1690. Una rarità assoluta del compositore padovano Giovanni Battista Bassani, nato intorno alla metà del XVII secolo e scomparso a Bergamo nel 1716; rarità che incontra nel suo cammino moderno i musicisti del Collegium vocale et instrumentale «Nova Ars Cantandi», diretti da Giovanni Acciai, in una serata a ingresso libero proprio negli spazi del museo. E l'auspicio è che la neonata Accademia di Musica Antica divenga davvero un punto di riferimento nell'ambito della produzione antica. Perché c'è spazio per una riscoperta (non solo lombarda o italiana, ma europea) del patrimonio musicale antico, che ancor oggi accumula polvere tra scaffali e archivi storici di tanti paesi. Intrigante il punto di partenza. Quell'opera di Bassani che da molti viene considerata ormai come un perfetto punto di convergenza fra Monteverdi, Vivaldi e Pergolesi. Traccia preziosa di un musicista di prim'ordine che operò tra Ferrara, Modena e Bergamo, seminando capolavori degni di un'avventurosa riscoperta.
 
Il Fatto Quotidiano. 25 March 2016
A Milano la Messa danzata di Merula. Ispirò le Variazioni Goldberg di Bach.
Grazie all’Ensemble Nova Ars Cantandi l’occasione per riscoprire un grande italiano.
di Paolo Isotta
Un concerto svoltosi nella milanese basilica di San Calimero con prime esecuzioni assolute nella nostra epoca, offre l’opportunità di ricordare un grande comporitore operante fra il primo e il medio Barocco, Tarquinio Merula.
Nacque a Busseto nel 1595: la cittadina emiliana vanta Merula oltre Verdi. Ma allora Busseto apparteneva alla diocesi di Cremona: onde questo, e l’esser egli vissuto in gran parte lì, lo fa qualificare «cremonese». Nella città che dev’esser carissima a tutti per avervi Virgilio, avanti che a Napoli, seguito i primi studi, Merula morì nel 1665. Era stato a Varsavia, maestro di cappella di Sigismondo Wasa; poi aveva avuto un «crescendo di alterne residenze» (Gottfried Benn) dovuto al suo di volta in volta risultare inviso ai Capitoli o alle Fabbricerie delle cappelle bergamasche e cremonesi per le quali prestava la sua arte. Ma le ben diciotto raccolte di opere a stampa, strumentali e vocali, queste nella duplice veste di Madrigali e di musica sacra, sono tutte pubblicate a Venezia. Ein Hochhinauf wechselnder Residenzen: il verso del Poeta è tratto da Bilder (Quadri), del quale lo spunto scaturisce dall’autoritratto di Tintoretto vecchio. Or le composizioni eseguite nel concerto del quale qui si parla, a Tintoretto fanno pensare. Il contrappunto scenografico e pieno di moto descrittivo dei Salmi dell’Opera Sedicesima (l’Arpa Davidica) possiede lo stesso ductus di certe grandi tele, quella di Brera (Ritrovamento del corpo di San Marco, 1562) o della veneziana Accademia (Trafugamento del corpo di San Marco, 1566). Medesimo ductus ma non medesima epoca: la musica, nell’uniformarsi allo Spirito del Tempo, è ancora qui in ritardo di qualche decennio. E infatti l’altro Maestro che possiede il medesimo tipo stilistico del Tintoretto, di scuola veneziana, Henricus Sagittarius, vulgo Heinrich Schütz, è di Merula perfettamente coevo: nasce nel 1585, muore a dresda nel 1672. Un Mottetto di questo Sommo, Saul, Saul, was verfolsgt du mich?, pare simillimo a quelli dell’Arpa davidica: cito a mo’ di esempio Domine ad adiuvandum, nel quale le voci si rincorrono e quasi ossessionano nell’imperativo «festina» (affrettati), a tradurne il simbolo verbale in simbolo musicale, persino nel Gloria Patri. Proprio per l’esser radicato nella parola e nel volerla tradurre, il contrappunto di Merula, al quale la sottigliezza costruttiva e combinatoria dell’arte rinascimentale non è certo ignota, va ascritto siccome sua pretta espressione al Barocco musicale. Il cocnerto milanese è costruito dal suo ideatore, Giovanni Acciai, che dirige il Collegium vocale et instrumentale Nova Ars Cantandi, allo scopo di mostrare la celebrazione liturgica quale poteva aversi a Cremona negli anni di Merula. E così la Messa facente parte dell’Arpa Davidica è eseguita intramezzandosi le sezioni dell’Ordinarium con brani strumentali o, appunto, Salmi in forma di Mottetti. La Messa è a sua volta un capolavoro costruttivo. La polifonia dotta si contamina, sin dall’incipiente millennio, con l’arte profana della canzone e della danza: in senso addirittura genetico. La musica satrumentale del Rinascimento nasce duplicemente come canzone e danza da un lato, trasposizione organistica del canto liturgico dall’altro. La Messa di Merula è composta secondo la forma delle Variazioni sopra un basso ostinato, ossia secondo quella della danza denominata Passacaglia. Il basso di partenza del capolavoro è il cosiddetto Ruggiero: un secolo dopo Bach vi scriverà la più importante opera clavicembalistica, le monumentali Variazioni Goldberg.
Oggi numerosi complessi sono specializzati nella musica rinascimentale e barocca: due, inglesi, sono a giusta ragione rinomatissimi: il Hilliard Ensemble, il Taverner Consort. Poi esistono tanti ciarlatani e scocciatori. Il Collegium Nova Ars Cantandi, diretto da un uomo di cultura, erudito e musicista grande e musicalissimo intus et in cute quale Giovanni Acciai, svetta su tutti e fa onore a noi italiani.
 
AMADEUS - n. 328, March 2017
Milano: A.M.A.Mi. Per la Giornata Europea della Musica Antica
Il 21marzo, in occasione della Giornata europea ella musica antica, comincia il ciclo promosso dall’Accademia di Musica Antica di Milano (A.M.A.MI.), realtà nata con lo scopo di valorizzare il patrimonio musicale italiano dei secoli XVI-XVII.
Nella Sagrestia bramantesca di Santa Maria delle Grazie, a Milano, prende dunque il via la stagione concertistica 2017 (cinque concerti da marzo a maggio), con un omaggio ad Alessandro Stradella e ai suoi motetti concertati a due voci, con violini e basso continuo. L’esecuzione è affidata al Collegium Vocale et instrumentale «Nova Ars Cantandi», diretto da Giovanni Acciai. I successivi quattro concerti (20 aprile, 4, 11 e 18 maggio) si terranno invece al Museo della Scienza di Milano.
 
CLASSIC VOICE - n. 214, March 2017
Antica inedita
Milano riscopre il patrimonio italiano del Cinque-Seicento. Con Alessandro Stradella in prima esecuzione moderna proposto dalla Nova Ars Cantandi di Giovanni Acciai.
Cinque appuntamenti tutti ad ingresso libero, alla riscoperta e alla valorizzazione del patrimonio musicale italiano dei secoli XVI-XVII. E’ il fermo obiettivo della stagione concertistica 2017 dell’Accademia Musica Antica di Milano, meglio definita con 
l’acronimo A.M.A.MI., che si apre nella Giornata europea della musica antica, il 21marzo, presso la Sagrestia della Basilica di Santa Maria delle Grazie di Milano. Un concerto che, con protagonista il Colelgium vocale et instrumentale «Nova Ars Cantandi» diretto da Giovanni Acciai, propone la prima esecuzione in epoca moderna di alcuni Motetti concertati a due voci, con violini e basso continuo di Alessandro Stradella. Fra gli altri appuntamenti della stagione, questi altri tutti alla sala milanese del Cenacolo del Museo della Scienza e della Tecnologia, spicca, il 20 aprile, il recital di Simone Vallerotonda all’arciliuto e alla chitarra in brani di liutisti e chitarristi romani fra Seicento e Settecento.
 
IL GIORNALE DELLA MUSICA. 24 March 2017
Milano suona Antica
di Stefano Jacini
Il primo concerto del 2017 dell’Accademia di Musica Antica di Milano è stato dedicato ad Alessandro Stradella e affidato alla Nova Ars Cantandi, diretta da Giovanni Acciai. Una serata da non credere alle proprie orecchie, anche in senso metaforico. Sia per l’eccellente esecuzione, sia perché la Sacrestia del Bramante di Madonna delle Grazie, una sala da 200 posti, era piena zeppa con gente in coda per strada, che chissà se è riuscita a entrare o almeno ad ascoltare dal chiostro. E come ultimo miracolo quello di un donatore anonimo che ha coperto le spese (artisti e affitto della sala) e che, a detta di Gianni Iudica, anima dell’iniziativa, ha lasciato perdere le sue tracce.
In programma alcuni Motetti concertati a due voci di argomento sacro. In realtà solo due quelli destinati al servizio liturgico perché lo scapestrato Stradella, sempre in fuga da sicari mandati alle sue calcagna dai mariti che aveva cornificato, non ha mai mottenuto un incarico di maestro di cappella in quakche istituzione religiosa. Gli altri sono invece celebrativi della fede, della figura del Cristo, di San Filippo Neri, su testi latini dello stesso compositore. Tutti di fattura sofisticatissima, con inattese impennate di ritmo e di sapiente contrappunto. Basti pensare alla composizione strumentale in apertura di serata, la Sinfonia in re minore oppure all’Ave, regina caelorum per Soprano e Alto (gli ottimi Alessandro Carmignani e Andrea Arrivabene). I passaggi più stupefacenti sono stati comunque gli «Alleluja» che concludono i singoli brani, dove la fantasia e l’eleganza la fanno da padrone.
Prossimo appuntamento il 20 aprile (ore 21, ingresso libero, ma meglio prenotare) alla Sala del Cenacolo della Museo della Scienza di Milano, con Simone Vallerotonda, arciliuto e chitarra, impegnato con compositori romani fra Seicento e Settecento.
 
Il Sole – 24 ore. 21 March 2017
Straella e l’Accademia di musica antica di Milano
di Antonio Criscione
L’Accademia di musica antica di Milano è un’istituzione recente nel panorama musicale milanese. Essa poggia sull’immensa cultura in fatto di musica antica del maestro Giovanni Acciai, faconda guida che accompagna gli allievi del Conservatorio meneghino a decifrare i misteri degli antichi manoscritti musicali. Nella Sacrestia della Basilica di Santa Maria delle Grazie, a Milano, alle ore 21, avrà luogo un concerto che vedreà l’esecuzionedei Motetti concertati a due voci, con violino e basso continuo di Alessandro Stradella (1644-1682), di cui quella di stasera rappresenta la prima esecuzione in epoca moderna da parte del Collegium vocale et instrumentale «Nova Ars Cantandi» (Luca Giardini e Andrea Guerra, violini; Jean-Marie Quint, violoncello barocco; Paolo Cherici, arciliuto; Ivana Valotti, organo; Giovanni Acciai, concertazione).
Un importante avvenimento dunque per gli ascoltatori milanesi.
Ma il concerto potrà essere seguito anche in diretta live-streaming dalla pagina facebook dell’Accademia Musica Antica Milano, alle ore 21.